Con l’aumento dell’aspettativa di vita media (82 per gli uomini e 84.6 per le donne) sempre più donne si trovano nella fase menopausa che rappresenta circa un terzo della vita.

L’entrata in questa fase si aggira intorno ai 50 anni di età ma spesso succede molto prima.
Alla base di tutto ci sono l’inibina e gli estrogeni che progressivamente diminuiscono e parallelamente aumentano gli ormoni ipofisari FSH e LH (Poehlmann 2002).

 

Questi cambiamenti ormonali determinano tutta una serie di alterazioni e disturbi neurovegetativi che possono condizionare negativamente la vita quotidiana.
L’insorgenza, l’intensità, la frequenza e la quantità di disturbi dipendono da fattori psichici, cognitivi, sociali, etniche e dallo stile di vita soggettivo.

L’attività fisica accompagnata da una corretta dieta sono molto efficaci per attenuare le conseguenze legate alla menopausa e post menopausa.

 

SINTOMI E RIMEDI TRAMITE L’ESERCIZIO FISICO.

 VAMPATE DI CALORE E IPERSUDORAZIONE.

Si presentano spcialmente in donne in sovrappeso, di notte e in condizioni di stress (Kronenberg 1990). La causa sembra essere un’alterazione della regolazione dell’asse talamo-apofisario con un aumento dell’LH (Freedman 1998, 2001). L’attività fisica migliora i sintomi vasomotori tramite un miglior controllo della termoregolazione (Gold, Sternfeld e Kelsey 2000).

 AUMENTO DI PESO.

Si è dimostrato che 6 anni dopo il climaterio in media il grasso aumenta di 2,5 kg con una diminuzione di 3 kg della massa magra (Poehlmann, Toth, Gardner 1995, Ades e Rosen 1997).
La causa sembra la carenza di estrogeni che provoca anche un cambiamento della distribuzione del grasso in direzione centrale.
A ciò si possono associare resistenza all’insulina, maggior rischio di diabete, aumento delle LDL e diminuzione delle HDL con il rischio che si instauri la sindtome metabolica (Maki, Davidson, Marx 2000).

In toto aumenta anche il rischio di patologie coronariche e infarto (Korsten-Reck, Velde, Wanke 2006).

Un allenamento regolare e moderato della resistenza porta a una diminuzione dei suddetti fattori di rischio (Kemmler, Lauber, Weineck 2004, Berg, Konig 2005, Sternfeld, Bhat, Sharp 2005; Wing, Jakicic, Neiberg 2007; Emaus, Veierod 2008; Williams 2008; Yang, Telama, Hirvensalo 2008).

 SVILUPPO DELL’OSTEOPOROSI.

La causa è sempre da ricercare nella carenza di estrogeni e anche in una ipocinesi ossia una diminuzione del movimento che risulta un toccasana per prevenire e rallentare l’osteoporosi (vedi articolo sulla mia pagina).

 CAMBIAMENTI PSICHICI.

La diminuzione degli estrogeni modifica anche il metabolismo cerebrale con associati una diminuzione delle endorfine che hanno un’azione di miglioramento dell’umore e del benessere generale.
Si hanno anche una diminuzione della libido, stati depressivi, disturbi alimentari e ipocinesi (Aganoff, Boyle 1994; Korsten-Reck, Velde, Wanke 2006).

Allenamenti della forza e della resistenza alla forza tramite circuit training si sono dimostrati ottimi sul miglioramento delle capacità cerebrali e dell’umore. La causa sembra sia dovuta all’incremento del triptofano libero e al successivo aumento del tasso di serotonina nel sistema limbico (Struder, Hollmann, Platen 1997).

CONCLUSIONI.

L’attività fisica adeguata risulta una benedizione per le donne che entrano in menopausa come mezzo di attenuazione dei sintomi psicofisici che si trovano in questa delicata fase della loro vita.

Elia Vetricini Dott. in scienze motorie
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