La denominazione botanica del comune peperoncino che ritroviamo in Italia è Capsicum Annuum, che rientra fra le 5 specie di Capsicum.

La pianta del peperone è originaria del continente americano, importata poi nel XVI secolo in Europa tramite spedizioni portoghesi e spagnole.

I principali principi attivi sono i CAPSACINOIDI, ovvero una famiglia di alcaloidi tra cui quello maggiormente caratterizzato è la CAPSAICINA, la cui concentrazione è particolarmente alta in placenta, filamenti e semi stessi.

La CAPSAICINA è un composto fenolico irritante in grado di provocare una sensazione di “bruciore” e calore che in realtà è solo virtuale poiché non si manifesta per un reale aumento locale della temperatura, ma per l’interazione della capsaicina con particolari recettori che percepiscono il dolore e il calore.

La capsaicina ha anche proprietà analgesiche e antinfiammatorie sui neuroni sensoriali. Essa esercita una forte azione antidolorifica in quanto, in una prima fase, attiva violentemente dei recettori coinvolti nella trasmissione del dolore che in seguito a questa violenta attivazione subiscono una sorta di desensibilizzazione avendo un effetto finale analgesico.

La “piccantezza” percepita quando mangiamo un peperoncino non è un gusto (dolce, acido, amaro, salato), ma appunto agisce su questi specifici recettori; questo è anche il motivo per cui iniziamo a sudare.

 

Cosa fare quando si è mangiato troppo peperoncino?

È inutile ricorrere all’acqua, ai succhi di frutta e alle bibite dolci dato che la capsaicina non è solubile in acqua, bensì nel grasso e nell’alcol. Ecco come alleviare il bruciore:

  • ingerire prodotti derivati del latte come yogurt, panna acida e latte;
  • rinunciare a bevande acide e molto calde;
  • se non è possibile mettere in atto una delle prime due strategie, sciacquare energicamente la bocca con birra o con altre bevande leggermente alcoliche (evitare di assumere bevande molto alcoliche, perché stimolano ulteriormente i recettori già sollecitati).

Il peperoncino piccante è particolarmente ricco di vitamine; la più rilevante è la vitamina C, a cui seguono la vitamina A, B6 e la vitamina E. E’ inoltre ricco di acido malonico, acido folico (vitamina B9), acido pantotenico (vitamina B5 o W) e acido citrico. In minori quantità sono anche presenti la vitamina K, B3 e la vitamina P (niacina).

Tra i sali minerali il preponderante è il potassio; in minori quantità ritroviamo anche fosforo, magnesio e ferro.

I valori nutrizionali e la piccantezza dei peperoncini sono molto variabili: dipendono dal luogo di provenienza, dal clima, dalle sostanze nutritive e dai fattori di stress. Può succedere infatti che i frutti raccolti nello stesso momento e dalla medesima pianta abbiano gradi di piccantezza diversi.

Il peperoncino non possiede nessuna reale azione antibatterica, però alcuni studi scientifici attribuiscono ad esso altre proprietà come quella anti-apoptotica, anti-cancro e neuro-protettiva. Inoltre, in studi emergenti, è risultato significativo anche nel trattamento di malattie cardio-vascolari e sindrome metabolica.

Ad alti dosaggi può esserne però controindicata la somministrazione orale in soggetti che soffrono di ulcera gastrica o duodenale poiché i capsacinoidi hanno un potenziale effetto lesivo a livello delle mucose che è direttamente proporzionale alla dose. A seconda del dosaggio può quindi esercitare effetto analgesico o effetto gastro-lesivo. Per questo motivo, in caso di infiammazioni gastro-duodenali, gastriti, ulcere o reflusso gastro-esofageo bisogna valutarne l’utilizzo insieme ad uno specialista.

Curiosità n°1: lo sapevi che viene utilizzato come analgesico per uso topico nei dolori articolari, reumatici e non, e nei dolori muscolari a diversa eziologia sotto forma di creme, gel o schiume?

Curiosità n°2: utilizzato nel settore atletico sportivo nelle formulazioni pre-workout per uso topico non ha nessuna utilità nel riscaldamento muscolare in quanto, come detto precedentemente, la sensazione di calore è virtuale.

Curiosità n°3: la Scala Scoville è la scala di misura della piccantezza dei peperoncini.

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Simona Riminucci

Simona Riminucci

Biologa Nutrizionista
Simona Riminucci

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