La psoriasi è una malattia autoimmune caratterizzata da un elevato grado di infiammazione sistemica, in cui sono presenti una predisposizione genetica ed un sistema immunitario iper-reattivo.

L’infiammazione rappresenta il processo che il corpo mette in atto per distruggere i tessuti danneggiati dalla reazione autoimmune, eliminare sostanze ritenute dannose e dare luogo ad un processo di rigenerazione, e quindi arrivare alla guarigione. Per far sì che in seguito al danno si verifichi la guarigione, è necessario però che all’iniziale risposta infiammatoria segua un’adeguata risposta antiinfiammatoria. Quando il delicato equilibrio tra questi due processi non viene rispettato e lo stato infiammatorio persiste, si sfocia in uno squilibrio che possiamo chiamare malattia.

Quindi, per contrastare e gestire meglio una reazione autoimmune, bisogna limitare l’azione delle sostanze immunogene e modulare la reazione infiammatoria che queste scatenano.

È una malattia che in Italia colpisce circa 3 milioni di persone, con un eccesso di casi del sesso maschile rispetto a quello femminile (studio PraKtis). Può presentarsi a qualunque età, ma è più comune dai 10 ai 40 anni, ed in particolare al momento della pubertà e della menopausa.

Poiché i pazienti affetti da psoriasi hanno un’aspettativa di vita simile a quella di individui non malati, la prevalenza della malattia aumenta con l’età. È inoltre da tenere in considerazione il forte impatto sociale e psicologico, poiché in genere la psoriasi è cronica e recidivante.

In alcuni casi le terapie farmacologiche sono indispensabili e devono essere tempestive ma, purtroppo, sono molti i casi in cui questa terapia non dà gli effetti sperati o dalla quale si manifestano gravi effetti indesiderati che conducono alla sospensione del trattamento. Esiste inoltre una correlazione tra psoriasi e disturbi metabolici, endocrinologici e cardiovascolari che possono talvolta compromettere e/o limitare le possibilità terapeutiche.

 

La psoriasi, sulla base dell’estensione, è generalmente classificata come:

  • lieve (interessante meno del 3% del corpo e quella che colpisce maggiormente i soggetti);
  • moderata (colpisce tra il 3 ed il 10% del corpo);
  • grave (oltre il 10% del corpo coinvolto).

 

L’equilibrio dell’ecosistema intestinale rappresenta il fattore chiave del processo di guarigione. Allora è importante:

  • Rimuovere eventuali fattori scatenanti (glutine; caseina; solanacee; legumi; tossine derivanti da infezioni da streptococco, candida e parassiti; Sibo e Leaky Gut; stress; trattamenti farmacologici; carenze di micronutrienti e sostanze immunomodulanti come la Vit. D);
  • Rimpiazzare gli enzimi digestivi, se carenti, per normalizzare la digestione ed abbassare il potere antigenico delle proteine;
  • Assumere probiotici per ripristinare l’equilibrio della flora batterica;
  • Riparare la barriera intestinale con nutrienti ad azione specifica.

 

Tramite una strategia nutrizionale corretta, si possono ridurre gli stimoli immunogeni e proinfiammatori.  Non è necessaria la restrizione calorica e i pazienti possono mangiare a volontà gli alimenti consentiti, avendo cura di mantenere un corretto apporto di fibre e una buona idratazione.

Quali sono gli alimenti che danno uno stimolo immunogeno?

  • Glutine e proteine del grano, poiché sono in grado di alterare la permeabilità intestinale favorendo l’infiammazione e il passaggio di sostanze nocive nel circolo ematico;
  • Caseina poiché è un potente liberatore di istamina, ha effetto infiammatorio e favorisce insulino-resistenza;
  • Lectine;
  • Saponine;
  • Solanacee;
  • Zuccheri raffinati e alimenti processati ricchi di additivi.

 

Nonostante gli enormi progressi degli ultimi anni nello sviluppo di trattamenti efficaci, non esiste una “cura” definitiva per la psoriasi, e la scelta del trattamento dipende da considerazioni relative alla gravità della malattia in un determinato momento, al grado di efficacia e sicurezza dei trattamenti disponibili, alle caratteristiche e preferenze dei pazienti, inclusa la risposta a precedenti trattamenti, ai costi diretti e indiretti del trattamento.

Certo è che il punto di partenza per il trattamento della psoriasi deve essere sempre una visita specialistica dermatologica. È necessaria una corretta diagnosi che identifichi il tipo di psoriasi per individuare meglio quali siano, nello specifico caso, i fattori scatenanti che con più probabilità influenzano il decorso della malattia. Inoltre, sono fondamentali anche un’approfondita anamnesi e l’interpretazione degli esami emato-chimici consigliati, poiché permettono di orientarsi sulla ricerca dei determinanti e della priorità di intervento.

Simona Riminucci

Simona Riminucci

Biologa Nutrizionista
Simona Riminucci

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